Piano imprenditoriale condiviso, aumento reciproco di innovazione e competitività, un progetto chiaro e l’aiuto degli altri imprenditori. Rete di imprese… Perché?

Spesso nell’attività di marketing per la promozione delle reti mi trovo a che fare con aziende che mi chiedono quali sono i motivi per cui è ragionevole e vantaggiosa una rete di imprese a fronte di un contratto di fornitura. Farlo capire diventa sempre più urgente, ma anche più complesso, per cui cerchiamo di chiarire con piccoli esempi di che si tratta e perché potrebbe essere la risposta giusta per affrontare il mercato.

Un progetto condiviso

La definizione più semplice è proprio questa:

Le reti di imprese sono forme di aggregazione di imprenditori attorno ad un progetto condiviso. Con il contratto di rete due o più imprese si obbligano ad esercitare in comune una o più attività economiche rientranti nei rispettivi oggetti sociali allo scopo di accrescere la reciproca capacità innovativa e la competitività sul mercato (art. 3, co. 4-ter, DL n. 5/2009, conv. con L. n. 33/2009 e s.m.i.).

Analizzando quanto sopra troviamo alcuni aspetti importanti:

  1. Le reti di imprese sono forme di aggregazione di imprenditori attorno ad un progetto condiviso: ovvero un gruppo di 2 o più imprenditori fanno proprio un progetto e decidono di dare il proprio contributo in merito alle proprie competenze (che sono gioco forza altamente specialistiche);
  2. Con il contratto di rete due o più imprese si obbligano ad esercitare in comune una o più attività economiche rientranti nei rispettivi oggetti sociali: il che significa che ci mettiamo d’accordo su quanto vogliamo fare (v. punto 1) e come ognuno contribuirà, lo traduciamo in un accordo scritto e ci obblighiamo a rispettarlo. Ogni eventuale violazione del patto rientra nell’ambito del contratto, idem per ogni eventuale variazione in termini di comportamenti;
  3. allo scopo di accrescere la reciproca capacità innovativa e la competitività sul mercato: qual’è lo scopo? L’accrescimento della reciproca capacità innovativa e di competitività.

Differenze rispetto ad altre forme di aggregazione

Le altre 2 forme più comuni di aggregazione previste dall’ordinamento attuale sono i consorzi e le ATI (aggregazioni temporanee di impresa), che presentano caratteristiche similari per molti versi, ma peccano nella visione d’insieme. In una rete di imprese il gruppo di imprenditori che si unisce va a lavorare PER UN PROGETTO COMUNE (punto n°1), e sono disposti a dichiarare in modo pubblico (tramite contratto registrato in registro imprese) quello che è l’accordo (punto n°2) per le attività che rientrano nei propri soggetti sociali. Ancora, il tutto ha uno scopo RECIPROCO, l’accrescimento della capacità innovativa e della competitività sul mercato, il che significa che tutte le parti lavorano insieme per ottenere questo scopo per sè e per gli altri retisti.

Le paure più comuni

Ognuno dei punti sopra citati meriterebbe un capitolo a sè, ma finiremmo per rendere pesante un articolo che vuole essere agile. Di seguito i motivi più comuni per cui le reti vengono viste con sospetto:

  • Con il contratto di rete qualcuno prende il controllo delle altre aziende
    • in realtà con il contratto definisco in modo chiaro quante risorse sono disposto a dare per il progetto di rete. Si tenga presente che
      1. il progetto si regge su un’idea imprenditoriale CONDIVISA
      2. che ha una sua fase di analisi e valutazione e
      3. che viene considerata percorribile da tutto il team di imprenditori
      4. che in quella sede decidono TEMPI E MODALITÀ DI PARTECIPAZIONE delle proprie imprese.
    • Detta in altre parole, nessuno controlla nessuno, ma io (IMPRENDITORE) decido (AUTONOMAMENTE) se e come interagire con la rete PRIMA di entrarvi, e la rete (costituita dagli altri imprenditori) è libera di accettarlo o meno;
  • Qualcuno può pretendere dalla mia azienda qualcosa che non sa fare
    • Il DL parla chiaro, “Con il contratto di rete due o piu’ imprese si obbligano ad esercitare in comune una o piu’ attivita’ economiche rientranti nei rispettivi oggetti sociali…”, infatti il focus è quello di spingere le aziende a fare in collaborazione ciò che sanno fare meglio;
    • Non è vantaggioso per la rete (solo in casi particolari va valutato);
  • La proprietà intellettuale (PI) non è garantita
    • La PI viene tutelata primariamente durante la fase di definizione del contratto, concedendo o meno alle altre imprese la possibilità di impiegare le tecnologie o le conoscenze riservate;
    • Le leggi sulla proprietà intellettuale non sono teoria! Esistono dal 1883 e sono mature a sufficienza per tutelarla.

Reti di imprese: uno strumento maturo.

Il titolo dice già tutto. Un’impresa che

  • Rinuncia ad un mercato perché non ce la fa a garantire risultati in linea con le richieste di mercato (quantità, tempi, diffusione, magazzino, …),
  • Lascia nel cassetto un’idea imprenditoriale in attesa del “momento giusto”,
  • Ha capacità produttiva in eccesso

dovrebbe prendere in considerazione la rete come opportunità per un salto evolutivo. Analizzare un’idea imprenditoriale con altri imprenditori ha un costo limitato, ma lasciare nel cassetto una buona idea crea un danno enorme in termini di ricadute, che non sono sempre quantificabili. La rete di imprese consente una grande flessibilità in merito, ineguagliabile in altre forme di collaborazione tra imprese e soprattutto con la garanzia che la rete ha il netto vantaggio nello sviluppare il business come nel modo più vantaggioso per tutti. Ma soprattutto consente di stare NEL mercato, cogliendo le opportunità che si presentano in quel momento e sfruttandole al massimo come consentito.

Quindi, hai un’idea?

Share on FacebookShare on Google+Tweet about this on TwitterShare on LinkedIn

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Puoi usare questi codici HTML e attributi: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>